Stefano Micelli

L’incontro fra saper fare artigiano e tecnologie dell’informazione e della comunicazione contribuisce a trasformare un universo di pratiche produttive ereditate dalla tradizione in forme originali di organizzazione dell’economia.

Il XX secolo ha visto l’imporsi di un paradigma produttivo, dove la tecnologia era saldata in modo inequivocabile all’industria e ai processi produttivi di grande scala. Nel corso dell’ultimo decennio le tecnologie della manifattura digitale hanno scomposto il binomio industria-tecnologia dando voce e opportunità di crescita a una grande varietà di produttori indipendenti.

Punto di forza di questi artigiani tecnologicamente evoluti è aver rinnovato la tradizionale sequenza operativa idea-prototipazione-materializzazione-distribuzione, che ha caratterizzato l’epoca eroica dello sviluppo industriale, puntando sulla rete come piattaforma di dialogo e di contaminazione.

Emerge una cultura del progetto che si innesta sul potenziale di flessibilità e di personalizzazione tipico della manifattura digitale e che fa leva su connessioni sociali e culturali a geometria variabile per consolidare forme nuove di produzione di valore economico. Oggetti modellati sul dialogo fra sensibilità e culture diverse diventano il tramite per dare visibilità a progetti sociali e culturali di cui i nuovi artigiani sono protagonisti consapevoli.

La mostra offre una rassegna di questo modo di pensare la manifattura affiancando a produttori consolidati i giovani selezionati nell’ambito della Call Under 35 che ha raccolto oltre cinquecento candidature da più di trenta paesi del mondo.

 

 

 

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